
The End!
Per racconta la fine bisogna, ovviamente, iniziare dalla fine!
Quel disgraziato ultimo minuto della gara contro il Quadrelli giocata nella ghiacciaia di Cesi, con una temperatura semi-polare ed un fastidioso vento gelido a spazzare i 22 in campo e gli stoici ibernati panchinari.
Ultimo minuto che sintetizza il presenzialismo un po’ supponente di un direttore di gara che vuole essere protagonista e riesce a rovinare una partita fondamentalmente corretta e ben disputata dalle due squadre che si danno battaglia senza trascendere oltremodo.
Ma in quell’ultimo minuto, in cui il direttore di gara abbocca banalmente ad un plateale tuffo di un giocatore del Quadrelli, assegnando un calcio di punizione dal limite magistralmente calciato dal loro centrale e che, insaccandosi in fondo alla rete, apre le danze ad una escalation di “fuori di testa” ovviamente censurabile ed improponibile che ci costerà tantissimo in ottica campionato.
Quindi, a scanso di equivoci, premetto subito che chi ha sbagliato è chi non è riuscito a mantenere la calma di fronte a quella che era, però un’indubbia ingiustizia.
Perché non contento di aver assegnato la punizione inesistente da cui è scaturito il 2-1 finale per i padroni di casa, il direttore di gara ha pure mostrato la mancanza di quel minimo di buonsenso che in certi casi non dovrebbe mancare, sventolando un rosso diretto a Stefano Scimmi reo di avergli rimproverato ancora una volta l’inesistenza della punizione, senza assolutamente mancargli di rispetto od offendendolo.
A quel punto la censurabile reazione di Stefano ha gettato alle ortiche quanto di buono fatto finora, anche perché immediatamente seguita dalla dura reazione verbale del fratello Francesco che veniva raggiunto ugualmente dal provvedimento di espulsione (questa volta, forse, per somma di ammonizione).
Non contento di averci lasciato in 9 l’arbitro mostrava ancora quella mancanza di buon senso che a volta rischia di sfociare nella premeditazione dichiarando un solo minuto di recupero a fronte di almeno 3 minuti persi tra punizione, gol e proteste e di 6-7 sostituzioni.
Se a tutto ciò sommiamo il fatto che anche lo scorso anno, in occasione di una gara arbitrata dallo stesso soggetto, ci scapparono diversi espulsi e più di qualche mese di squalifica per qualche nostro giocatore se ne evince che non abbiamo proprio fortuna quando incontriamo il sig. Ceccarelli!
Che non fosse la serata giusta lo avevamo capito dopo pochissimi minuti quando un infortunio muscolare mette fuori causa Samuele, costringendo il mister a rivedere lo schieramento iniziale e ad inserire Alex, spostando Stefano al centro, scoprendo un po’ più la mediana.
Il vento sembra cambiare quando Francesco Scimmi, direttamente da calcio d’angolo e proprio grazie al vento, trova la traiettoria giusta per portarci in vantaggio!
Ma dopo una decina di minuti è ancora grazie al vento e ad una indecisione tra me e Alessio che i padroni di casa trovano il guizzo giusto per giungere al pareggio.
Ancora pochi minuti e c’è la prima perla della serata del direttore di gara: cross dalla sinistra che scavalca il portiere e va verso Nicola; il difensore in affanno anticipa il nostro attaccante con un palese tocco di mano, visto da tutti tranne che dall’arbitro che sembra aver dichiarato di star a guardare quello che accadeva al centro dell’area…
Il resto della gara è fondamentalmente un match equilibrato, combattuto soprattutto a centrocampo da due squadre che hanno fatto di tutto per superarsi, creando pochissime occasioni nitide da gol (forse una in più noi…) dimostrando di essere ben quadrate in tutti i reparti e di saper anche giocare al calcio.
Fino a quando, in quel disgraziato ultimo minuto, non abbiamo trovato il modo di gettare alle ortiche, con molta probabilità, un’intera stagione, non riuscendo a trattenere la propria esuberanza e, soprattutto, la propria rabbia verso quella che da tutti è stata recepita come un’ingiustizia bella e buona.
Io credo che in certi casi, anche da parte degli arbitri –tanto più se uno ha giocato o gioca ancora a calcio- occorrerebbe quel pizzico di buon senso necessario a capire che la delusione, la “trance” agonistica, la mancanza di ossigeno e la rabbia pregressa per un netto rigore non concesso, possono portare un giocatore a protestare o ad inveire ma se non si giunge alla palese maleducazione si potrebbe anche chiudere un occhio piuttosto che fare tanto i fiscali e far degenerare quella che, in fondo, dev’essere solo una partita di calcio ed un modo per divertirsi un paio d’ore!
Da segnalare, inoltre, il ritorno in campo, a più di due mesi dall’infortunio, del nostro capitano che ora dovrà fare anche qualche straordinario vista la carenza di uomini in mezzo al campo!
A più tardi per qualche commento a mente fredda!